11 dicembre 1917 - Museo Francesco Baracca - Comune di Lugo

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11 dicembre 1917

 

Ho avuto la soddisfazione più grande nel leggere il mio nome nel bollettino ufficiale dell'Esercito: premio che mi compensa di tutti i sacrifici, di tutti i pericoli corsi contendendo al nemico il nostro cielo.

Ho abbattuto il mio 30° nelle nostre linee un mattino di grande attività: il 7, alle ore 10,20. Pattuglie nostre, inglesi e francesi incrociavano sulle linee. Il primo apparecchio fu abbattuto da me; il secondo da Ranza e dal sergente Magistrini della mia squadriglia; il terzo da un altro sergente.

Il mio volava sull'altipiano di Asiago; vidi dapprima gran quantità di colpi antiaerei nostri, bassi, planai giù cercando il nemico e non lo vedevo ancora. Me ne accorsi quando gli fui sopra, soltanto a 400 metri; aveva le ali tinte di nero e soltanto parte della fusoliera in giallo, perciò si confondeva col colore dei boschi sottostanti. Era un "Albatros" austriaco. Impegnai combattimento a 2600 di quota, poco più di metri 6oo da terra; dopo un vivo fuoco di mitragliatrici che ci scambiammo, l'osservatore dovette rimanere colpito perché non sparò più; e poi con tre colpi ancora ben centrati mandai l'apparecchio in fiamme. Fu una visione veramente lugubre veder cadere quell'apparecchio tutto nero con la fusoliera gialla e le fiamme dietro nel bosco di monte Kaberlaba; non potei andar là sopra perché era troppo lungi e non avevo subito un auto a mia disposizione e dovevo partire di nuovo nel pomeriggio con la pattuglia; inseguimmo infatti alle 4 del pomeriggio un "Albatros" sul monte Grappa fin verso Feltre, ma non si poté raggiungerlo. I cacciatori inglesi e francesi sono anch'essi meravigliosi: tre di essi, capitani, sono caduti in combattimento.

Vengono ai miei ordini dei piloti inglesi che formeranno un'altra squadriglia da caccia insieme con la mia e coi loro apparecchi veloci e bene armati: me ne farò dare uno.

Aspetto io pure dalla Francia gli "Spad" 2oo HP a due mitragliatrici. Le operazioni ora volgono al meglio; sugli Altipiani si sono avute lotte violentissime nelle quali subimmo molte perdite, ma i soldati si sono battuti tutti da valorosi ed il nemico non ha sfondato la linea ed ha sacrificato gran quantità di uomini: il morale è ora altissimo in tutte le truppe.

Si attendeva in questi giorni una ripresa dell'offensiva tedesca, invece non è venuta. Disgraziatamente abbiamo perduto gran parte dell'artiglieria ed ora ci troviamo inferiori, ma giungono continuamente truppe francesi ed inglesi con grandi mezzi.

Vediamo molti ufficiali americani che sono pieni di entusiasmo e non vedono il momento di entrare essi pure in battaglia e disposti a far la guerra anni ed anni con la certezza della vittoria, e così pure pensano gli inglesi che verranno a sostituire nelle trincee i francesi e noi che abbiamo sostenuto fino ad ora il peso maggiore.

Abbiamo di nuovo completamente la supremazia aerea ed ogni aeroplano nemico che si presenta sulle linee è abbattuto o da noi o dagli alleati. Ora anche se i tedeschi riuscissero a venire avanti, il terreno sarà contesa palmo a palmo e non si farà più la ritirata all'Adige.