2 settembre 1917 - Museo Francesco Baracca - Comune di Lugo

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2 settembre 1917

 

Ieri sera alle 7,45, mentre infuriava la battaglia sul S. Gabriele, che pareva un vulcano di fumo, ho abbattuto il mio 18°.

Ero in crociera con tutta la mia squadriglia ed è giunta, sul tardi, una squadriglia nemica di 8 aeroplani. Gettarono le bombe sull'altopiano di Bainsizza e non furono veduti da noi che eravamo verso Gorizia. Ma io vidi in ultimo e mi diressi là contro ed attaccai un grosso aeroplano da bombardamento, che, distaccato dagli altri, veniva verso il Monte Santo, già sulla strada del ritorno, a 2.400 metri. I miei colleghi in volo non notarono la mia manovra.

Assalii l'Albatros sulla sella di Dole, dopo sparati un 120 colpi, andò a precipizio in spirale e precipitò sui boschi, della selva di Ternova presso le nostre linee: fu visto da tutti gli osservatori. Io non fui colpito; la mia manovra fu rapida e bene individuata. Mi abbassai a 500 metri per vedere. Continua ininterrotta la battaglia; gli austriaci sono poco attivi in aria; hanno ricevuto nuovi aeroplani da caccia, che abbiamo già incontrato e respinto. La nostra vittoria si delinea sempre più grande: fu una vera disfatta per gli austriaci, ma non si può avanzare oltre al centro, perché le ali, a Tolmino e sui monti sopra Gorizia, tengono. Si è fatto un enorme bottino di viveri e materiali da guerra. L'offensiva, credo, continuerà a lungo. Con ciò la guerra non terminerà certo adesso, ma si crede, in generale, che proseguirà ancora a lungo. Sono sempre occupatissimo ed oppresso da intenso lavoro: mi auguro presto l'inverno, per avere un po’ di tregua.