11° puntata: MORTE DI UN ASSO - Museo Francesco Baracca - Comune di Lugo

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11° puntata: MORTE DI UN ASSO

 

Baracca non è tornato! Fu questa la sola certezza che avemmo la sera del 19 giugno del '18: nient'altro!
Con queste parole Mario Fucini, un altro asso, espresse anni dopo lo smarrimento suo e di tutti gli italiani alla notizia che il cacciatore di Lugo non era rientrato da un attacco alle trincee austriache sul Montello. Nel corso di queste missioni gli aviatori si trovarono a fronteggiare un pericolo ben maggiore di quello di un combattimento aereo, costretti a volare ad una quota in cui diventava efficace anche il tiro delle armi leggere. Il tenente Osnago che lo accompagnava vide Baracca picchiare, lo perse di vista e quando tornò a guardare qualcosa bruciava a terra. Dopo una frenetica ricerca tornò a Quinto a raccontare quasi in lacrime cosa era successo ed ipotizzò che fosse stato colpito da terra. Sebbene le vicende precise della morte di Francesco Baracca siano ancora oggetto di studio, la versione tradizionalmente accettata vede l'Asso vittima di una cieca pallottola sparata dalle trincee della 31° divisione di fanteria ungherese.
Il corpo venne trovato solo il 24 dal tenente Ambrogio Gobbi vicino ai resti bruciati dello SPAD, nei pressi di Busa delle Rane. Francesco Baracca giaceva con il volto in basso, proteso verso il Piave. Le gambe contratte, il pugno destro irrigidito presso la tempia. L'asso venne portato a Quinto da Ranza ed Osnago, che col giornalista Garinei si erano spinti alla ricerca fin lì.
Il cordoglio fu enorme in Italia come all'estero. La mattina del 26 la salma venne portata nella Chiesa di San Giorgio per i funerali religiosi in forma privata, mentre nel pomeriggio ebbero luogo quelli militari, cui parteciparono reparti in armi, alti ufficiali e Gabriele d'Annunzio. Al termine della cerimonia, la salma venne provvisoriamente posta nella Cappella cimiteriale del sindaco di Quinto, per poi partire l'indomani per Lugo. Giuntavi nella tarda serata del 28, la cassa ricevette l'omaggio della popolazione per tutta la giornata del 29 nella sala del Patrio Consiglio della Rocca Estense. Domenica 30, nel pomeriggio, venne tumulata nel cimitero cittadino.

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L'equipaggio della Flik 28/D composto dallo Zugsfuhrer Max Kauer e dal Leutnant Arnold Barwig rivendicò nel pomeriggio del 19 giugno 1918 l'abbattimento di uno SPAD sul Montello a bordo del Phonix C.I.121.17. La vittoria, che pure ricevette conferma dai comandi austriaci, è in netto contrasto con la ricostruzione ufficiale italiana della morte di Baracca. (Per g.c. del Dottor Roberto Gentili)

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La salma di Baracca giunse a Quinto di Treviso nel pomeriggio del 24 giugno e venne portata a spalla in un hangar dai piloti della 91°. Sono riconoscibili Ruffo e Keller che portano la barella e Costantini, sulla sinistra.

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La delegazione, partita da Lugo appena avuta notizia del ritrovamento della salma, ebbe anche in via del tutto eccezionale il permesso di recarsi sul Montello a visitare il luogo dove l'Asso era caduto. Sullo sfondo dei resti dello SPAD, con i capelli ed i baffi bianchi, è Angelo Baracca, fratello di Enrico.

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A Quinto il feretro venne esposto coperto dalla bandiera con la giubba, il berretto ed il  pannello col Cavallino che l'Asso aveva fatto realizzare.

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Le spoglie di Francesco Baracca escono dalla Chiesa di S. Giorgio il pomeriggio del 27 giugno. Keller, a sinistra, sotto il peso della cassa si appoggia ad un collega. All'estrema destra un gruppo di bambini assiste commosso. Il ricordo dell'aviatore è, a cent'anni di distanza, ancora ben vivo nella gente che vive nella cittadina veneta.

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Prima di partire per Lugo, la salma venne deposta per la notte nella tomba della famiglia Girardi. Il primo ufficiale che porta la bara è Pier Ruggero Piccio, riconoscibile per i gradi di tenente colonnello sulla manica. (Per g.c. di Renato Calligani).

 

 

 

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A Lugo un gruppo di bambine sparge petali di fiori alla testa del corteo funebre nel pomeriggio di domenica 30 giugno.

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Posto su di un affusto di cannone il feretro lascia la Rocca Estense dove era stato visitato da molte centinaia di persone per tutta la giornata del 29.

 

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Il carro passa sul lato settentrionale del Pavaglione. Sulla cassa coperta dalla bandiera sono stati posti i nastri delle corone, l'elmo crestato, la sciabola ed un cuscino con le decorazioni.