12° puntata: IL MITO - Museo Francesco Baracca - Comune di Lugo

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12° puntata: IL MITO

 

Mitizzato già in vita, Francesco Baracca ricevette con la morte in battaglia la definitiva consacrazione. Per concessione sovrana, venne esaudito il desiderio di Enrico di avere la salma a Lugo e pure Vittorio Emanuele III diede disposizione in luglio affichè la 91° venisse ribattezzata "Squadriglia Baracca", un onore fino allora mai concesso a nessun caduto. Finita la guerra, Paolina trovò conforto dedicandosi anima e corpo alla memoria del figlio e partecipando in suo nome a diverse iniziative benefiche. Pure la famiglia patrocinò una gara aviatoria che col nome di "Coppa Baracca" ebbe diverse edizioni a partire dal 1921 e nel 1927 Enrico ricevette dal sovrano il titolo comitale. Sempre Paolina in quegli anni affidò il celebre Cavallino ad Enzo Ferrari. Con l'avvento del Fascismo, il regime tese ad impossessarsi a fini propagandistici delle figure degli eroi della Grande Guerra e a tale sorte non sfuggì Francesco Baracca. Se l'esempio più rilevante ci è dato dal monumento eretto a Lugo su progetto di Domenico Rambelli, pure nel resto d'Italia si moltiplicarono opere, strade ed associazioni a lui intitolate, come fiorirono anche diverse pubblicazioni. In genere tali operazioni, nel perseguimento dei loro scopi si tradussero in un  appiattimento, quando non una manipolazione, della figura del cacciatore romagnolo. In maniera più sobria l'aeronautica, ora costituita in arma indipendente, ricordò il suo grande pilota adottando negli anni '30 il Cavallino quale insegna del 4° Stormo Caccia, nel periodo in cui questo era guidato da Amedeo d'Aosta.
Pure la Regina Marina volle ricordare l'Asso battezzando col suo nome un sommergibile. Il ritorno della democrazia e della pace non diminuì la popolarità dell'Asso, cui venne intitolato nel 1957 uno splendido evento aeronautico sull'aeroporto di Linate.
Ancora oggi, a cent'anni dalla sua morte, Baracca è uno di quei pochi personaggi storici il cui nome superi la ristretta cerchia di esperti ed appassionati. Come allora, in sella ad un cavallo o nell'abitacolo del suo SPAD, Francesco Baracca continua ad affascinare per il coraggio e la professionalità, ma anche per l'umanità, la schiettezza e la coerenza.

 

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La rivista "Nel Cielo" pubblicò subito dopo la morte di Baracca questa stampa. Tratta da una fotografia, testimonia nella sua ingenuità oleografica il culto di cui immediatamente fu oggetto Francesco Baracca.

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Una delle prime esposizioni dei cimeli di Baracca si tenne a Genova nel febbraio 1919.

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Destinato definitivamente al vincitore per due volte, anche non consecutive, di una gara aerea di velocità, il capitano Renato Mazzucco si aggiudicò il primo trofeo nel 1923. Le competizioni degli anni successivi ebbero prove diverse e trofei messi in palio anche da personalità non appartenenti alla Famiglia.

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Negli anni '30 il 4° Stormo della Regia Aeronautica adottò quale insegna il Cavallino Rampante. Nel corso del secondo conflitto mondiale il tenente colonnello Armando Francois fece aggiungere sul muso dei Macchi 202 la scritta 4° Francesco Baracca. La fotografia è stata scattata nel 1942, durante il terzo ciclo operativo dell'unità in Africa Settentrionale. (Per g.c. del Dottor Gregory Alegi).

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Appartenente alla classe "Marconi", il sommergibile "Maggiore Baracca" fu impostato nel 1939 al Muggiano, vicino La Spezia, sugli scali dei cantieri OTO. Consegnato alla Regia Marina il 10 luglio 1940, il sommergibile venne subito assegnato alla base Atlantica di Bordeaux. Al comando del tenente di vascello Giorgio Viani, il battello  venne affondato l'8 settembre 1941 da un cacciatorpediniere britannico. (Per g.c. della rivista "Storia Militare" e del Comandante Erminio Bagnasco).

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L'Aeronautica serbò sempre cara la memoria di Francesco Baracca ed il Cavallino ha continuato ad impennarsi sui velivoli della Forza Armata fino al recente Eurofighter. (Per g.c. del Dottor Gregory Alegi).

 

 

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