5° puntata: L'ASSO - Museo Francesco Baracca - Comune di Lugo

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5° puntata: L'ASSO

 

In una guerra che combatteva senza odio e fanatismi, Francesco Baracca mise in mostra quelle stesse caratteristiche di altissima professionalità ed impegno che gli avevano permesso di eccellere quale cavaliere ed aviatore negli anni sereni della pace. Il combattimento aereo era un'arte più che una scienza ed implicava l'essere in grado di comprendere in maniera fulminea una situazione spesso confusa e prevederne gli sviluppi nelle tre dimensioni.
All'inizio Baracca commise i tipici errori di un principiante. I primi combattimenti, a prescindere dai continui guasti alla mitragliatrice, erano iniziati da posizioni tattiche sfavorevoli e da distanze troppo elevate perchè il tiro risultasse efficace, ma presto la lezione dell'esperienza venne assimilata ed i risultati, a partire da quel 7 aprile 1916 che vide la prima vittoria sua e dell'aviazione italiana, non tardarono.
La cura meticolosa che metteva in ogni particolare lo spinse pure a crearsi una sorta di personale canale informativo con amici e parenti in trincea, che gli comunicavano le zone e gli orari in cui più spesso gli aerei austriaci si mostravano.
Baracca non ebbe nemmeno difficoltà ad adattarsi all'evoluzione del combattimento che rese il compito del cacciatore più un'espressione corale che la performance del solista, con un pilota che attaccava l'avversario mentre un gregario gli guardava le spalle. Occorreva un affiatamento totale nella coppia ed una fiducia assoluta nel compagno cui si affidava la propria vita. Baracca ebbe buon gioco nel poter scegliere in un gruppo di aviatori eccezionali, volando spesso con Aliperta e Nardini, solo per citarne due. Non mancò mai nei Rapporti di Combattimento di citare l'apporto di queste figure fondamentali, sia quando parteciparono al combattimento, che quando con la sola presenza gli permisero di concentrarsi sulla preda.
Ci pare poi assolutamente importante notare, ad ulteriore testimonianza della statura dell'asso, come il confronto oggi possibile dei documenti austriaci mostri una praticamente assoluta corrispondenza degli abbattimenti allora rivendicati.

 

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Dimostratosi inadeguato al ruolo di caccia il Nieuport 10, Baracca passò a volare sull'11, armato con mitragliatrice fissata sull'ala superiore. La Lewis di costruzione inglese era un'arma eccellente, che però aveva il suo punto debole nei pochi colpi contenuti nel caricatore circolare. Come è intuibile, la sostituzione dello stesso in volo non era un'operazione facile.

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Il Brandeburg C.I. chiamato "Albatros" dai piloti italiani, fu uno dei migliori velivoli impiegati dagli austriaci durante la guerra. La prima vittoria di Baracca, l'esemplare 61.57 abbattuto e catturato a Medeuzza la mattina del 7 aprile 1916, venne successivamente rimesso in condizioni di volo dagli italiani.

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Baracca mise a punto una manovra di attacco che lo portava a tirare a bruciapelo nei settori posteriori da una quota leggermente più bassa, come si evince dalle traiettorie dei proiettili sulla fiancata.