6° puntata: L'ASSO - Museo Francesco Baracca - Comune di Lugo

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6° puntata: L'ASSO

 

 

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Benchè in questa immagine sia Ruffo a fingere l'attacco al 61.57 pilotato dallo stesso Baracca, è ben visibile come il caccia si ponesse in una posizione in cui il mitragliere avversario non riusciva a puntarlo. In questo volo il cacciatore romagnolo aveva a bordo il concittadino Aurelio Baruzzi, Medaglia d'Oro al Valor Militare per la presa di Gorizia.

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Il 16 maggio 1916 a cadere sotto i colpi di Baracca fu un Lohner della Flik 12, su cui assieme al pilota perse la vita il Fahnrich Ladislaus Horwath-Tima. (Per g.c. del Dottor Csirok Zoltan).

 

 

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La tretaquattresima ed ultima vittoria di Baracca fu l'Albatros D.III 153.266 del Leutnant Sigmund von Josipovich, abbattuto il 15 giugno 1918. Il pilota venne preso prigioniero illeso. Figlio di un generale di larga fama nel mondo dell'equitazione, dopo la guerra tornò al volo e perì nel 1942 in un incidente.

 

 

 

 

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Un gruppo di ufficiali si fa fotografare presso il relitto del Br.C.I.68.03 schiantatosi il 25 novembre 1916 contro i faggi della Val Chirzò, vicino Tolmezzo.

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In attesa della conferma dell'abbattimento del 23 agosto, Baracca credette fosse la sua quarta vittoria, mentre invece era la canonica quinta che lo laureava asso.

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Il Br.C.I.27.74 precipitò nei pressi di Ozzano l'11 febbraio 1917 e lo stesso Vittorio Emanuele III assistette al combattimento da Udine. Sul luogo della caduta accorse una tale folla da creare qualche problema ai carabinieri di guardia al relitto. Con Baracca sono, di spalle e con gli indumenti di volo, Ruffo, a sinistra, ed il capitano Tacchini, comandante della 70° Squadriglia.

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Un carabiniere osserva alcuni soldati frugare fra i resti fumanti del Lloid 43.74 abbattuto nei pressi di Caporetto da Baracca, Ruffo ed Olivari. (Per g,c, del Dottor Filiberto Fabbri).

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Le imprese degli assi erano seguite dalle popolazioni nelle retrovie con la stessa attenzione che oggi si presta ai personaggi del mondo dello sport o dello spettacolo. In questa illustrazione apparsa in una pubblicazione dell'epoca Baracca è presentato fra il francese Georges Guynemer ed il britannico Albert Ball.

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I primi SPAD VII arrivarono al reparto alla fine dell'inverno 1917 e furono giudicati dall'asso un netto miglioramento rispetto ad i Nieuport. Con Tacchini e Baracca è Luigi Olivari, amico e rivale del cacciatore diLugo per il primato della classica degli assi.

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Fra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera del 1917 Francesco Baracca decise di far dipingere in nero sulla fusoliera dei suoi caccia un cavallo impennato in onore del reggimento "Piemonte Cavalleria", che lo aveva nello stemma rosso in campo argento. Davanti agli aerei di Ruffo e Baracca è il Nieuport 17 del sergente Giulio Poli.

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Per l'offensiva passata poi alla storia col nome di Caporetto gli austriaci poterono avvalersi del concorso di unità tedesche debitamente accompagnate da una robusta aliquota di reparti aerei, ben temprati nei combattienti sul duro fronte francese. In questa immagine un DFWC.V viene preparato per una missione accanto a degli hangar in tela. (Per g.c. della Biblioteca di storia Moderna e Contemporanea di Roma).

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Le insegne personali, oltre ad essere una piccola civetteria degli aviatori, avevano la funzione di far identificare a prima vista i diversi piloti, un fattore importante in un tempo in cui i velivoli da caccia non erano dotati di impianti radio. (Per g.c. dell'Ingegner Maurizio Longoni).

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Dopo un lungo combattimento in cui si difese strenuamente, il Br. C.I. 129.17 si fracassò sui reticolati in cima al S. Michele.