L'operazione Grifo: metodologia di un restauro - Museo Francesco Baracca - Comune di Lugo

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L'operazione Grifo: metodologia di un restauro

 
grifo

Operazione Grifo è il nome dato al complesso progetto che, nel 1990, porta al restauro dello SPAD VII S 2489 di fabbricazione francese. Questa impresa viene condotta dal GAVS, Gruppo Amici dei Velivoli Storici di Torino, ed è resa possibile grazie alla sponsorizzazione della FIAR, industria milanese leader nel campo dell’elettronica. 

Per realizzare il lavoro di restauro nel modo più fedele possibile all’aspetto originario dello Spad VII, il GAVS scatta più di 2000 tra fotografie e diapositive che ben documentano la volontà del gruppo torinese di svolgere il lavoro con la massima serietà.

Oltre all’acquisizione dei materiali di consumo e il reperimento della documentazione, il GAVS organizza l’operazione in quattro squadre di lavoro con funzioni diverse: “pulizia”; “meccanica”; “motore” e “verniciatura”. 

Nella prima fase delle operazioni vengono effettuate la completa pulizia del velivolo e le riparazioni alle superfici intelate che rivelano come, nel corso dei precedenti restauri, l’aereo fosse stato oggetto di numerosi interventi di riverniciatura non fedeli al colore originario dell’aereo.

In un secondo momento, le parti lignee deperite sono trattate con prodotti specifici per garantirne la conservazione: in questa fase vengono anche smontate e rimontate le cofanature anteriori.

La precisione e la delicatezza dell’intervento di pulizia riportano alla luce molte tracce dell’identità originaria dell’aereo: targhette, timbri, numeri di serie andati perduti nei precedenti interventi. Si scopre che lo SPAD VII aveva portato in origine la colorazione standard dei tenditela appartenente al cosiddetto “periodo giallo” degli aerei francesi. Le cofanature, inoltre, tornano a presentare la tinteggiatura “nocciola chiaro” uniforme, con particolari metallici in grigio chiaro e le parti lignee in legno naturale. 

Dopo l’applicazione delle insegne corrette sulle varie parti dell’aereo, tra le quali il celebre cavallino rampante , il GAVS si occupa del riassemblaggio del motore e del rimontaggio del velivolo.

Grazie al reperimento delle aste comando alettoni esterne risulta possibile ridare piena funzionalità a tutte le superfici mobili, riparando le carrucole e riproducendo staffe e perni di fissaggio. In seguito alla registrazione della tensione dei cavi, il vecchio Spad può riacquistare, seppure con qualche cautela, parte delle sue capacità dinamiche.

Sulla base di altri due esemplari di Spad, conservati rispettivamente al Museo Storico della Guerra  di Rovereto e al Musée de l’Air  di Parigi, viene riprodotta anche la parte inferiore, completa di obiettivo: la macchina fotografica “Lamperti Garbagnati”. 

Il restauro dell’aereo è il frutto di oltre 170 giornate di lavoro, documentate da un cortometraggio dal titolo “Operazione Grifo”. 

 

BOX PER SPAD   

SPAD VII S 2489

Caratteristiche tecniche 

Motore 1 Hispano Suiza (costruzione S.C.A.T.)

Armamento 1 mitragliatrice Vickers MK i* calibro 0,303

Apertura alare superiore m. 7082

Apertura alare inferiore m. 7,62

Lunghezza m. 6,16

Superficie alare m. 18,58

Peso a vuoto Kg. 530

Carico utile Kg. 225

Velocità massima Km. h. 196

Quota di tangenza m. 5.600

Autonomia 2 ore.

 

Per sottolineare la centralità dell’idea del volo, come tecnica ma anche come mito della modernità, su iniziativa degli “Amici del Museo F. Baracca”, nell’estate del 1997, nel cortile del Museo è stato collocato un G91Y, aereo da ricognizione dell’aviazione italiana: un’occasione preziosa per saldare due fasi e due epoche della grane avventura nei cieli.