Il Cavallino Rampante e la Ferrari - Museo Francesco Baracca - Comune di Lugo

Vai ai contenuti principali
 
 

Il Cavallino Rampante e la Ferrari

 

 

savio240529

 

Il legame fra il cavallino rampante e la Ferrari ebbe origine il 17 giugno 1923 , in occasione del 1° Circuito Automobilistico del Savio , svoltosi a Classe (Ravenna) e vinto dall’Alfa Romeo RL-Targa Florio guidata da Enzo Ferrari insieme a Giulio Ramponi. Ferrari incontrò Enrico Baracca, padre di Francesco e affezionato cliente dell’Alfa Romeo, già conosciuto alcuni mesi prima a Bologna, e successivamente conobbe anche la madre dell’Asso, la contessa Paolina Biancoli , “Fu essa a dirmi un giorno ” - scrive il costruttore di Maranello - : “Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna ” (...) “Conservo ancora la fotografia di Baracca, con la dedica dei genitori con cui mi affidano l’emblem a ” - conclude Ferrari - “Il cavallino era ed è rimasto nero; io aggiunsi il fondo giallo canarino che è il colore di Modena ”.

Ferrari, in quegli anni, oltre ad essere pilota, era il concessionario della casa automobilistica milanese per l’Emilia Romagna e le Marche, non potendo così “mettere sulle sue macchine” tale emblema. Nel 1929 venne costituita la Scuderia Ferrari per la gestione sportiva delle auto Alfa Romeo e solamente il 9 luglio 1932, il Cavallino Rampante comparve, per la prima volta, sulle due Alfa Romeo 8C 2300 Mille Miglia Zagato Spider passo corto schierate dalla Scuderia alla 24 Ore di Spa. Il cavallino, inserito in uno scudetto giallo con la sigla S. F. (Scuderia Ferrari), differiva graficamente da quello dell’Asso degli Assi, soprattutto nella coda rivolta verso l’alto.

Nel frattempo i contatti fra la famiglia Baracca ed Enzo Ferrari si erano consolidati: quest’ultimo, infatti, l’8 giugno 1927 si congratulò, per mezzo di un biglietto, con Enrico Baracca per la nomina a Conte appena avvenuta. Lo stemma araldico del conte Enrico richiamava ovviamente quello del figlio: il cavallino nero con la coda bassa era rappresentato su campo argenteo e sormontato da tre stelle in campo azzurro. In occasione dell’inaugurazione del Sacello dedicato all’Eroe a Nervesa della Battaglia, nel 1930, fu pubblicato un opuscolo , sulla cui copertina venne rappresentato a tutto campo l’emblema del conte Enrico. L’autore, il pittore lughese Gino Croari , cambiò lo stile del cavallino e modificò in alto l’orientamento della coda. Il cavallino dell’opuscolo era pressochè identico a quello usato da Ferrari : coda alta, stesso scudetto, grafica molto simile.

Nel 1945 e più tardi, nel 1947, anno della fondazione della casa automobilistica, Ferrari incaricò il giovane incisore milanese Eligio Gerosa, che come il Drake era socio del Club Baracca a Milano, di ridisegnarne definitivamente il logo.