Operazione Grifo è il nome dato al complesso progetto che nel 1990 portò al restauro dello Spad VII del Museo Francesco Baracca di Lugo di Romagna. Questa impresa fu condotta dal GAVS, Gruppo Amici dei Velivoli Storici, di Torino e resa possibile grazie alla sponsorizzazione della Fiar, industria milanese leader nel campo dell'elettronica.Per realizzare il lavoro di restauro nel modo più fedele possibile all'aspetto originario dello Spad VII, il GAVS scattò più di 2000 fotografie e diapositive che ben documentavano l'intenzione di massima serietà nello svolgere il lavoro da parte del gruppo torinese. Infatti, oltre ad una serie di attività "non manuali", quali i rapporti con la stampa e con altri musei, l'acquisizione dei materiali di consumo e il reperimento della documentazione, il GAVS organizzò l'operazione in 4 squadre di lavoro con funzioni diverse, cioè di "pulizia", "meccanica", "motore", e "verniciatura". Nella prima fase delle operazioni furono effettuate la completa pulizia del veivolo e le riparazioni alle superfici intelate, che rivelarono come nel corso dei precedenti restauri lo Spad VII fosse stato oggetto di numerosi interventi di restauro e riverniciatura non fedeli alla struttura originale dell'aereo. In un secondo momento, le parti lignee intarlate furono trattate con prodotti specifici per garantirne la conservazione e furono smontate e risistemate le cofanature anteriori.La precisione e la delicatezza della fase di pulizia riportarono in luce molte tracce dell'identità originaria dell'aereo, quali targhette, timbri, numeri di serie andati perduti nei precedenti interventi; si scoprì, ad esempio, che lo Spad VII aveva portato in origine la colorazione standard dei tenditela appartenente al cosiddetto periodo giallo degli aerei francesi. Le cofanature, inoltre, tornarono a presentare nuovamente la tinteggiatura "nocciola chiaro" uniforme, con particolari metallici in grigio chiaro e le parti lignee in legno naturale. Dopo l'applicazione delle insegne corrette sulle varie parti dell'aereo, tra le quali anche il famoso cavallino rampante, insegna personale di Baracca che ricordava la provenienza dal 2° Reggimento Cavalleria Piemonte Reale, il GAVS si occupò del riassemblaggio del motore e del rimontaggio del velivolo. Tutte le fasi di restauro dell'aereo sono state documentate in 5 cassette "video 8" da cui è stato ricavato un cortometraggio intitolato Operazione Grifo; in tal modo qualunque restauro successivo potrà valersi dei precisi riferimenti metodologici seguiti dal GAVS per la ricostruzione.

Iniziano le operazioni con lo smontaggio del velivolo Spad VII, ancora sospeso al soffitto all'interno della Rocca di Lugo.

Il velivolo smontato appoggiato su un carrellino di trasporto, viene fatto uscire di stretta misura dalla Rocca di Lugo attraverso la finestra e fatta scorrere su una pedana di legno e tubi in ferro, costruita appositamente.

Tolte le cofanature metalliche, ecco come si presentava il motore ai restauratori, privo purtroppo di alcuni componenti. Conficcato tra le file dei cilindri è stato rivenuto un proiettile risalente alla I Guerra Mondiale.

A restauro ultimato, il velivolo è pronto per la cerimonia di presentazione presso lo stabilimento Fiar Spa.

Prima della collocazione definitiva a Lugo, lo Spad VII è stato esposto nel 1991 alla Mostra del Restauro di Ferrara.