IL MUSEO FRANCESCO BARACCA

I principi cui si ispira il nuovo Museo Francesco Baracca, la cui prima sezione fu inaugurata nel Giugno del 1993, mirano a sottolineare la figura di Francesco Baracca sia dal punto di vista scientifico, come ad esempio la sua curiosità per il progresso che è ampiamente testimoniata nelle lettere alla madre, sia dal punto di vista umano, come la sua proverbiale sensibilità cavalleresca verso i nemici, inserendo le doti di questo personaggio nel contesto di un'epoca di grande rilievo, a cavallo tra i primordi dell'aviazione e la Grande Guerra. Sede attuale del Museo è la casa natale dell'eroe, situata nella via che da lui ha preso il nome; un palazzo riedificato in stile liberty dalla famiglia e che il padre Enrico lasciò al Comune affinché fosse destinato a conservare i cimeli e gli oggetti appartenuti all'eroe. Il museo rappresenta il punto di partenza di un itinerario cittadino che comprende il Monumento, costruito nel 1936 dallo scultore faentino Domenico Rambelli, e la Cappella sepolcrale, situata nel cimitero di Lugo. Istituito dal Comune di Lugo nel 1924 e collocato fino al 1990 in una sala affacciata sul voltone di ingresso della Rocca Estense, il Museo Francesco Baracca ha testimoniato nel corso dei decenni la persistenza del mito formatosi all'epoca delle imprese dell'asso dell'aviazione italiana e mantenutosi vivo fino ad oggi. Senza dubbio il cimelio di maggior importanza, conservato a casa Baracca, è il caccia della Prima Guerra Mondiale lo Spad VII S 2489, di costruzione francese, restaurato nel 1993 dalla Sezione di Torino del Gruppo Amici dei Velivoli Storici (GAVS), con il contributo della Fiar di Milano, all'interno di un progetto denominato Operazione Grifo. Sul fianco sinistro della fusoliera dell'aereo compare l'emblema personale del maggiore Francesco Baracca, quel cavallino rampante divenuto noto in tutto il mondo per essere stato adottato da Enzo Ferrari quale stemma della vettura di Maranello. Il Museo è arricchito dai cimeli personali dell'eroe, documenti dell'epoca. Per sottolineare la centralità dell'idea del volo, come tecnica ma anche come mito della modernità, su iniziativa degli Amici del Museo Baracca, nell'estate del 1997, nel cortile del Museo è stato collocato un G91Y, aereo da combattimento dell'aviazione italiana un'occasione preziosa per saldare due fasi e due epoche della grande avventura nei cieli.