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La 91a Squadriglia

Tra breve, forse fra una decina di giorni, formerò una squadriglia di pochi scelti piloti, montati su nuovi apparecchi rimanendo dove sono ”. 

Il mito

Primo asso italiano durante la Grande Guerra con 34 vittorie, decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, Baracca godette già in vita di una popolarità genuina e trasversale rispetto alle diversità di rango, genere, età e appartenenze politiche. 

Il processo di trasfigurazione, che avrebbe avuto pieno compimento con la morte e la definitiva consacrazione negli anni a venire, vide nella madre, la contessa Paolina Biancoli, la principale artefice. Oltre a conservare i documenti e i cimeli del figlio, la nobildonna intrattenne numerosi scambi epistolari con autorità politiche di calibro nazionale, letterati, artisti, scuole, associazioni e istituti di beneficenza per orfani e invalidi di guerra.

Negli anni seguenti, i genitori di Francesco parteciparono ad innumerevoli commemorazioni e cerimonie: la Grande Giornata Romana di aviazione a Centocelle e l’intitolazione dello stesso campo di volo a Baracca nel 1919 e la Traslazione del Milite Ignoto a Roma nel 1921, solo per citarne alcune. I coniugi Baracca furono tra i principali promotori di competizioni motoristiche e sportive come la Coppa Baracca, una manifestazione aeronautica che si disputò dal 1921 al 1925. La prima edizione, svoltasi a Ravenna, fu presentata come “la più grande giornata aviatoria mondiale” e vide la partecipazione di innumerevoli aviatori, sia civili che militari, che si contesero il trofeo dopo aver percorso 1000 km in una sola giornata.

Alcuni anni dopo, più precisamente nel 1930, iniziarono a Villa S. Martino, una frazione a sud di Lugo, i lavori per la creazione di un “campo di fortuna” che poi sarà la sede dell’Aeroclub dedicato all’Asso.

Fin dalle prime settimane successive alla morte di Baracca, vennero istituiti comitati e sottoscrizioni all’erezione di due monumenti, rispettivamente a Lugo e a Nervesa della Battaglia. Se nel primo caso si dovette attendere fino al 1936 per ammirare l’Ala di Rambelli, nei pressi del luogo dove Baracca aveva perduto la vita, fu posto già nel 1919 un cippo a ricordo del pilota romagnolo, attorno al quale, nel 1930, venne costruito un sacello, lungo il cui fregio furono riportate alcune parole dell’orazione funebre di Gabriele D’Annunzio. Un terzo monumento dedicato a Baracca fu realizzato nel 1931 a Milano da Silvio Monfrini. Accanto alla scultura, vari artisti come Gino Luchini, Lucio Benini, Plinio Nomellini e Alessandro Bruschetti ritrassero l’asso con diverse tecniche e stili.

Nel quadro della glorificazione di Baracca e delle sue gesta, non mancò la partecipazione dei cimeli da lui raccolti a numerose mostre dedicate alla celebrazione dei caduti illustri del primo conflitto mondiale, a partire dall’Esposizione Nazionale della Guerra del 1918 a Bologna.

Durante il Ventennio la figura di Francesco Baracca, dapprima diffusa su riviste e quotidiani durante la Grande Guerra, venne ulteriormente interessata da iniziative editoriali come la pubblicazione di lettere e di biografie. Queste ultime, dal carattere prevalentemente agiografico e volte a esaltarne esclusivamente la morale e le capacità militari, contribuirono a ridurne la personalità ampia e ricca nello stereotipo dell’eroe-martire.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la popolarità dell’aviatore lughese non diminuì, come testimoniato dalle grandi celebrazioni del 1968, anno in cui ricorreva il cinquantenario della morte, a cui presero parte numerosi ex compagni e avversari di Baracca, come Aurelio Baruzzi, Ferruccio Ranza e Goffredo De Banfield. 

Tra i vari ambiti di omaggio a Baracca, vi è pure quello musicale. Nel 1918 il compositore lughese Vincenzo Cicognani diede alle stampe “Pace…! Scene musicate reali e fantastiche, in quattro parti”, dedicato al presidente statunitense Wilson e “alla memoria di Francesco Baracca”. Nel 1920, un altro importante musicista locale, il futurista Francesco Balilla Pratella, già autore de “L’aviatore Dro”, scrisse le partiture dell’inno della Coppa Baracca. In tempi più recenti anche due cantautori come Sergio Endrigo e Francesco De Gregori hanno dedicato due loro canzoni alla figura dell’Asso degli assi italiano, rispettivamente “Francesco Baracca” nel 1982 e “Spad VII S2489” nel 2001.

Merita un accenno anche il primo, e per ora unico, evento cinematografico che ha portato Baracca sul grande schermo e televisione: il film d’animazione “Porco Rosso”, diretto da Hayao Miyazaki, nel quale troviamo Francesco nell’inedita veste di pilota di idrovolanti.

Alle figure di Francesco Baracca e di Federico Caprilli è ispirata la figura del giovane ufficiale Umberto Solaro, protagonista del film “Cavalleria” del 1936, interpretato da Amedeo Nazzari.

Nel 2018, in occasione del Centenario della morte, la città di Lugo ha ricordato il proprio concittadino con un ricco calendario di iniziative che ha raggiunto il proprio culmine il 19 giugno, giorno della scomparsa di Baracca, con il passaggio della Pattuglia Acrobatica Nazionale sul Monumento di Rambelli.

 

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